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21/04/2026 17:00
Quella andata in scena a Palazzo Marino è stata una seduta che assomiglia più a un braccio di ferro politico che a un normale consiglio comunale. Il tema è delicato e internazionale, ma le conseguenze sono tutte milanesi: il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv.
La tensione esplode quando i consiglieri dei Verdi contestano apertamente la decisione del sindaco Giuseppe Sala di non sospendere il gemellaggio. In aula compaiono una bandiera palestinese e magliette con scritto “Rispettate il consiglio comunale”. Poi il gesto più eclatante: l’occupazione simbolica dei banchi dei funzionari.
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Non è solo protesta, è rottura politica. I Verdi accusano il sindaco di aver ignorato la volontà espressa dall’aula nei mesi scorsi. Parole durissime, che arrivano fino a un paragone destinato a far discutere: “Neanche la destra ci avrebbe risposto così”.
Dall’altra parte, la maggioranza si spacca e il clima si surriscalda ulteriormente. I consiglieri di centrodestra chiedono le dimissioni del sindaco, mentre dall’area riformista arrivano attacchi frontali ai Verdi, accusati di fare “sceneggiate” e di essersi ormai messi fuori dalla maggioranza.
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Nel frattempo l’aula si trasforma in un’arena, con proteste anche dal pubblico e momenti di forte tensione verbale. E mentre il Partito Democratico prova a tenere una linea istituzionale, rifiutando di votare nuovamente lo stesso atto, la frattura resta aperta.
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