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04/12/2025 16:35
A Milano il nuovo semestre filtro per entrare a Medicina esordisce con numeri che parlano da soli: nella prima prova del 20 novembre, su oltre 5.200 studenti tra Statale e Bicocca, solo poco più del 20% ha superato gli esami di Fisica, Chimica e Biologia, necessari per entrare in graduatoria.

Alla Statale, dove i candidati erano 2.828, i risultati sono molto bassi: supera Fisica il 12%, Chimica il 24%, Biologia il 30%. Alla Bicocca, con circa 2.400 partecipanti, il quadro cambia di poco: 17% i promossi in Fisica, 30% in Chimica, 36% in Biologia. Percentuali che segnano un calo rispetto al vecchio test nazionale, quando a Milano passavano 3 studenti su 10: oggi ne rimangono poco più di 2 su 10.

Nel quadro italiano la pressione è altissima: 50 mila candidati per 24 mila posti disponibili in 44 atenei. E i primi dati confermano il trend di difficoltà un po’ in tutti gli atenei italiani: a Ferrara, in Chimica, superano la soglia solo 41 studenti su 644; a Sassari, in Fisica, i promossi sono il 4%; mentre Catania mostra uno dei pochi risultati positivi, con 351 idonei su 878 in Chimica.

Il nuovo sistema prevede un semestre “aperto” di lezioni e poi tre prove nello stesso giorno. Per entrare in graduatoria servono almeno 18/30 in tutte le materie. Entro 48 ore gli studenti possono decidere se tenere o rifiutare il voto e tentare il secondo appello del 10 dicembre, con risultati attesi il 23 dicembre.

Restano esterne alla riforma, per ora, le università private milanesi: Humanitas University e Vita-Salute San Raffaele, che continuano con i loro test tradizionali. Ma secondo il decreto, dal prossimo anno accademico anche loro potrebbero essere coinvolte nel nuovo sistema.
La procedura nazionale si chiuderà infine il 12 gennaio 2026 con la graduatoria definitiva e dal 13 al 16 gennaio scatteranno le immatricolazioni nella prima sede utile, in base alle preferenze e ai posti disponibili.