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21/04/2026 16:56
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Un fascicolo aperto, un’accusa pesante e una domanda che torna al centro del dibattito: si poteva fare di più contro lo smog? La Procura di Milano ha avviato un’indagine a carico di ignoti dopo l’esposto dell’associazione Cittadini per l’Aria, 61 pagine che puntano il dito contro un presunto ritardo strutturale delle politiche regionali.
Come ricostruito da la Repubblica, nel mirino finiscono le misure adottate negli ultimi anni per contenere l’inquinamento in Lom bardia, considerate tardive o insufficienti. L’ipotesi di reato è omissione di atti d’ufficio, mentre tra i nodi sollevati ci sono anche le deroghe alla circolazione dei veicoli più inquinanti, che secondo i cittadini rischierebbero di indebolire i divieti.
Al centro dell’esposto anche l’impatto sanitario: non solo morti premature, ma malattie, giornate di lavoro perse e qualità della vita compromessa in tutta la Pianura Padana. Un quadro definito come una “strage silenziosa”, costruito su studi e dati già noti da anni.
Non è un caso isolato: indagini simili in altre città italiane, come Torino, si sono però concluse con proscioglimenti. Ora si tratta di capire se anche a Milano emergeranno responsabilità oppure no.
Sul piano politico, il tema accende lo scontro. Il Partito Democratico lombardo parla di misure insufficienti e chiede un cambio di passo, puntando su interventi più incisivi e strutturali.
Intanto l’inchiesta è solo all’inizio. E resta una certezza: mentre la giustizia fa il suo corso, milioni di cittadini continuano a respirare un’aria che, da anni, resta sotto osservazione.