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27/04/2026 22:21
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Il 25 aprile non è più di tutti. O, almeno, così dice chi ha partecipato al corteo milanese per l’81mo Anniversario della Liberazione, nel pomeriggio di sabato. Al centro, come di consueto, la delegazione della Brigata Ebraica, costretta ad abbandonare le fila della mobilitazione dopo 2 ore di blocco. Un fatto che ha contrapposto l’Anpi all’intera Comunità ebraica, non presente accanto alla Brigata per festeggiare lo Shabbat.
Secondo l’Anpi, la Brigata Ebraica, da sempre in via Boschetti prima dell’immissione nel corteo in corso Venezia, è entrata prima del solito grazie alle forze dell’ordine. Per contro, invece, la Brigata Ebraica ha ribadito che i tempi sono stati rispettati, denunciando pesanti insulti dai manifestanti per la Palestina. La Comunità ebraica ha quindi accusato l’Anpi di fomentare l’antisemitismo, ricevendo da questa una denuncia per diffamazione.
Con la Brigata Ebraica c’era Luciano Belli Paci, Figlio della senatrice a vita Liliana Segre. L’avvocato, pur ritenendo esagerate le accuse di antisemitismo, ha criticato il punto di vista dell’Anpi sui motivi del blocco. Già in precedenza, Belli Paci aveva messo in discussione il rinnovo della tessera associativa.
Anche il per il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, Roberto Jarach, non ci sono gli estremi per parlare di antisemitismo. Però, Jarach ha ammesso che con l’Anpi, da quando Cenati ha abbandonato la presidenza, sono iniziate delle fratture. E poi, si è espresso sulla polemiche delle bandiere israeliane nella Brigata Ebraica, ricordando il legame di questa con lo stato mediorientale.