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03/02/2026 17:08
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

È stato respinto, perché infondato, il ricorso del Comune di Gambolò contro un cittadino sanzionato dal famigerato autovelox in via Lomellina, che tanto aveva fatto discutere tre anni fa. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, che ha condannato inoltre il Comune di Gambolò a pagare le spese legali.
Si trattava del primo pronunciamento favorevole a un automobilista multato dal rilevatore fisso sulla provinciale 183, che sanzionava chiunque transitava oltre il limite di 50 chilometri orari. Dopo un’iniziale sentenza favorevole al Comune, il tribunale di Pavia aveva ribaltato in appello il verdetto del giudice di pace, con conseguente annullamento della multa e condanna al pagamento delle spese processuali. L’amministrazione di Gambolò aveva quindi dato mandato a un legale di ricorrere fino all’ultimo grado di giudizio.
Ora è arrivata la pronuncia della Cassazione che mette probabilmente fine a una vicenda che ha tenuto banco per la mole di sanzioni comminate nel periodo in cui il velox è stato acceso, dal febbraio all’agosto di tre anni fa. Il ricorso è stato rigettato, perché non sussistevano i requisiti. Inoltre da parte del Comune non è arrivata alcuna rinuncia, né una richiesta di discutere il caso nel merito. La decisione di ricorrere in Cassazione era stigmatizzata un anno fa dalla minoranza consiliare, che attacca ora sulle spese legali sostenute.