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06/02/2026 19:29
Attività di sport popolari, da tornei di calcio e boxe a danza aerea. Ma anche momenti culturali, come la proiezione del documentario autoprodotto “Il grande gioco”, che racconta dell’insostenibilità di Milano-Cortina 2026. E non può mancare la mobilitazione, dalla fiaccola anti-olimpica da Segesta a San Siro fino al corteo nazionale da piazza Medaglie d’Oro al Villaggio Olimpico. Sono queste le “Utopiadi”, organizzate dal Comitato Insostenibili Olimpiadi, un nome che fa l’eco a quello organizzatore dei grandi giochi sportivi che quest’anno si tengono tra Milano e Cortina.
Dopo giorni in cui la location è stata tenuta segreta, il Cio antagonista ha scelto come sede del proprio evento quello che un tempo fu il Palasharp, il tempio abbandonato dello sport situato nel quartiere Lampugnano, a nord ovest di Milano. Un edificio funzionante dal 1986 al 2011, quando venne dismesso. Si parlò di riqualificarlo per le Olimpiadi, ma il progetto fu abbandonato per gli extracosti previsti. Sia per questo che per la vicinanza al luogo della cerimonia inaugurale dei Giochi, circa 60 persone hanno occupato nella mattinata la struttura per offrire un’alternativa popolare.
Il tema degli extracosti che hanno portato ad abbandonare l’idea di recuperare il Palasharp è uno dei pilastri dell’insostenibilità attribuita dal Cio antagonista alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Ma anche altre sono le motivazioni sollevate, dai cantiere messi in atto e non finiti nei tempi alla deforestazione sulle montagne.