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15/04/2026 17:35
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Aveva 16 anni Chiara Costanzo. Il papà Andrea racconta di lei con gli occhi lucidi: una ragazza solare, piena di vita, con buoni voti a scuola, amante dello sport e sempre circondata da amici e amiche. Per lui, però, era soprattutto una sognatrice. Il suo futuro, purtroppo, si è spezzato durante la notte di Capodanno, tra le luci e la musica di una festa diventata tragedia. Il suo come quello di altri sei giovanissimi italiani, uccisi dall’incendio scoppiato a Crans-Montana, in Svizzera, nel locale Le Constellation. Oggi il suo nome torna, ma in un altro modo. A Milano si ricorda la Fondazione Chiara Costanzo, voluta dalla famiglia per trasformare quella perdita in qualcosa che possa servire agli altri: le “Borse di sogno”, dedicate ai ragazzi tra i 14 e i 23 anni, per aiutarli nei percorsi di studio, sport e formazione.

Intanto, sul fronte giudiziario, arrivano i altri sviluppi. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati i proprietari del disco-bar, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, nell’ambito dell’inchiesta aperta per fare luce sulle dinamiche di quella serata.


Un percorso che si inserisce all’interno di una iniziativa presentata in Regione Lombardia: un progetto sulla prevenzione, costruito insieme a Protezione Civile e Vigili del Fuoco, con un vademecum che sarà distribuito in 500mila copie nelle scuole del territorio. Indicazioni semplici, ma fondamentali, per insegnare ai ragazzi come comportarsi in caso di incendio nei luoghi di aggregazione.