Eventi a Vigevano:

Dal 05-02-2022 al 05-02-2022
EDUCATORI E MAESTRI A VIGEVANO
Dal 26-02-2022 al 26-02-2022
EDUCATORI E MAESTRI A VIGEVANO
Dal 29-01-2022 al 29-01-2022
LE DONNE DI RAVENSBRÜCK
Dal 11-02-2022 al 14-02-2022
VIGEVANO IN LOVE 2022

Vedi tutti

Grazie a

Cerca nel sito

Cerca telefono

cognome o nome azienda

Videonews


02/12/2021 17:43
Si chiamano 'Max' e ‘Berla’, due pastori tedeschi e sono i primi due cani utilizzati per il progetto avviato nella primavera 2021 dall’Università degli Studi di Milano e l’Arma dei Carabinieri per l’impiego di cani del Centro Cinofili dei Carabinieri di Firenze per l’individuazione di soggetti affetti da Covid-19.

Inizialmente, le unità cinofile hanno operato su campioni di garze impregnate di sudore, prelevato a persone affette da Covid-19 e a soggetti già risultati negativi al tampone molecolare. Contando sulle capacità olfattive dei cani addestrati nel distinguere gli odori, Max e Berla sono stati indotti a fiutare i pazienti infetti.

L’addestramento si è svolto in un’area interna dell’Ospedale Sacco”, priva di possibili distrazioni e soprattutto esente da potenziali fonti di contaminazione olfattiva.

Le persone volontarie, interessate allo studio, sono tutti pazienti ricoverati presso l'Unità di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco”, con documentata positività al tampone molecolare rino-faringeo. I campioni sono stati approntati con garze sterili asportando il sudore dalla zona ascellare e inguinale con le dovute cautele sanitarie; ogni prelievo è stato eseguito in condizioni di sterilità del campione, evitando qualsiasi rischio di contaminazione.

Da aprile 2021 a ottobre 2021, sono stati utilizzati 427 campioni di sudore, appartenenti a 127 pazienti, di età compresa tra i 21 e gli 86 anni, di cui 54% di sesso femminile e 46% di sesso maschile. I cani hanno individuato i positivi, a prescindere dal sesso e dalla carica virale, poiché il loro impiego si è focalizzato sulla individuazione e memorizzazione dello specifico odore da ricercare.

La successiva fase addestrativa ha interessato la discriminazione di altri odori presenti nel campione, escludendoli dalla “memoria olfattiva” del cane, come, ad esempio, la plastica del contenitore sterile, i dispositivi di protezione individuale del personale sanitario e il materiale di cui era composta la stessa garza.

Realizzata la fase dell’imprinting olfattivo dei due cani, si è passati alle prove su individui positivi al Covid-19 presso l’HuB tamponi dell’Ospedale “L. Sacco”.

Gli esiti della sperimentazione in atto rappresentano così un primo step di ricerca, da consegnare al Comando Generale dell’Arma per le valutazioni che riterrà di sviluppare con gli Organi Istituzionali Centrali in funzione delle esigenze di sicurezza dei cittadini.