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08/05/2026 11:20
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Per l'associazione Antigone, che tutela i diritti umani nel sistema penale e penitenziario, il bilancio del 2025 delle carceri italiane è stato "più triste che mai". I problemi sono tanti, e ben noti: sovraffollamento, pochissimi percorsi scolastici o di formazione per i detenuti, carenza di personale. A Pavia ASST, l'Azienda Socio-Sanitaria Territoriale, ha organizzato un convegno dedicato al tema dell'assistenza sanitaria all'interno del carcere, con l'obiettivo di costruire un modello di cura integrato che accompagni la persona verso il ritorno nella comunità.

Dalle oltre 100 visite effettuate nel 2025 da Antigone nelle carceri italiane è emerso come l’8,9% delle persone detenute presentava una diagnosi psichiatrica grave. A fronte di ciò, il 20% assumeva regolarmente stabilizzanti dell’umore, antipsicotici o antidepressivi, mentre il 44,4% faceva uso di sedativi o ipnotici. Gli psicofarmaci - sottolinea Antigone - continuano a rappresentare uno degli strumenti principali di gestione dell’ordine interno e del disagio sociale, spesso in assenza di reali necessità e di percorsi terapeutici e di supporto. Per questo motivo il convegno ha affrontato anche il tema dell'assistenza psichiatrica e psicologica nelle carceri per migliorare l'assistenza e facilitare le misure alternative. Il fine ultimo è costruire rapporti sempre più stretti tra tra ASST, Servizi Sociali e Tribunali per una gestione non solo repressiva, ma riabilitativa e rieducativa dei detenuti.