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07/04/2026 18:29
A Milano si ferma — almeno per ora — l’introduzione stabile del taser per gli agenti della Polizia locale. Non è un problema tecnico — quello è già superato — ma politico: dentro la maggioranza emergono dubbi, soprattutto nel Partito Democratico, che rischia di fermare il via libera in Consiglio comunale.
Il percorso operativo, infatti, è già stato completato. La fase di prova è durata sei mesi - da luglio a dicembre 2025 - e si è conclusa senza utilizzi sul campo. La Giunta guidata dal sindaco Giuseppe Sala ha già approvato la delibera per rendere stabile l’impiego delle pistole a impulsi elettrici, ma il passaggio in aula resta incerto.
Ed è proprio su quel dato — nessun utilizzo durante la sperimentazione — che si divide la maggioranza.
Per alcuni è un segnale che lo strumento non sia necessario, per altri è invece la dimostrazione della sua efficacia come deterrente. Il confronto si inserisce in un dibattito più ampio. Questi dispositivi, definiti “meno letali”, sono al centro di discussioni anche a livello nazionale, soprattutto dopo alcuni casi di decessi registrati in Italia in seguito al loro utilizzo. Un elemento che continua ad alimentare cautela. Allo stesso tempo, però, la diffusione è già ampia: secondo i dati dell’Anci, sono oltre 500 i comandi di polizia locale che li hanno adottati o stanno procedendo in questa direzione.
Anche tra le grandi città le scelte sono diverse: c’è chi ha interrotto la sperimentazione, chi non l’ha mai avviata e chi continua a valutarla.