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16/01/2026 14:52
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Per il processo sull’omicidio di Giuseppe Sgroi a Cilavegna resta imputato solo il fratello Massimo. La Corte d’Appello di Milano ha respinto il ricorso della Procura di Pavia contro l’assoluzione di Giuseppe Di Stefano, che era ospite nella casa dei fratelli Sgroi al momento del delitto, che risale all’agosto di due anni fa. L’imputato aveva scelto il rito abbreviato ma è stato prosciolto anche in secondo grado per non aver commesso il fatto.
Tutto questo mentre lunedì 19 gennaio è prevista la prossima udienza in Corte d’Assise a Pavia nel processo, con il rito ordinario, che dovrà chiarire cosa è successo nell’abitazione di via dei Mille a Cilavegna, dove si è consumato il delitto nella notte tra il 27 e 28 agosto del 2024. Nel processo è coinvolto il 53enne Massimo Sgroi, fratello della vittima.
Secondo le ricostruzioni, Giuseppe Sgroi sarebbe stato ucciso dopo una lite degenerata nell’aggressione mortale. Le indagini hanno appurato che il delitto sarebbe avvenuto nel giro di 17 minuti. In questo lasso di tempo la vittima era stata vista uscire di casa e poi rientrare. Dopo mezzanotte era arrivata la chiamata del 118.
Sgroi era stato ritrovato a terra gravemente ferito con lesioni al volto e alla testa. Morì poco dopo. Secondo l’accusa, Giuseppe Sgroi sarebbe stato picchiato brutalmente dal fratello. Dai rilievi nell’abitazione in via dei Mille, è emerso che l’aggressore si fosse successivamente lavato. La Procura aveva ipotizzato come movente il fatto che Giuseppe Sgroi imputasse al fratello Massimo di non impegnarsi a sufficienza nella ricerca di un lavoro, e di pesare sul bilancio famigliare. Una versione che però dovrà essere dimostrata nel corso del dibattimento, che riprenderà lunedì alle 9,30 con l’ascolto di nuovi testimoni in Corte d’Assise a Pavia.