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09/03/2026 19:30
Cresce la tensione per il destino della Libreria Hoepli, in attesa della decisione che prenderà il consiglio d’amministrazione in merito alla sua liquidazione. Si è espresso nel mentre anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Hoepli è un patrimonio della città e spero davvero che si trovi una soluzione. Seguo la situazione con grande apprensione, spero che il senso di responsabilità prevalga nei confronti dei dipendenti e di lettrici e lettori”, questo il commento del primo cittadino, affidato a una nota.
Diverse le ipotesi sul tavolo: un possibile “spezzatino”, con un fondo estero legato al gruppo Person e altri interlocutori interessati alla casa editrice scolastica, oppure la liquidazione volontaria dell’intera società. Questa sembrerebbe la strada che si intende imboccare, secondo quanto confermato dal socio di minoranza Giovanni Nava. È stato proprio lui ad accendere il caso, parlando pubblicamente della convocazione dell’assemblea dei soci davanti al notaio, definendolo un “atto monocratico e irresponsabile” a cui si opporrà. A seguito del clamore mediatico, ha risposto l’azienda, che ha respinto integralmente le sue dichiarazioni, definendole denigratorie e ricordando che Nava non ha mai ricoperto ruoli operativi o incarichi gestionali nella società.
Il clima tra i soci è infatti teso: da una parte c’è Nava, che detiene il 33% delle quote ed è al centro di una causa arrivata in Cassazione per arrivare alla maggioranza, mentre dall’altra le fiduciarie Sef e Finedit, con rispettivamente il 49% e il 13%, che fanno capo a Ulrico Carlo Hoepli, quindi a Barbara, Matteo e Giovanni, cugini di Nava, che gli avrebbero offerto a suo dire 10mln per liquidarlo.
Intanto, online è scattata una petizione a sostegno della libreria, che ha superato le 11mila firme in pochi giorni.