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03/12/2025 18:38
La Procura di Milano accelera sul femminicidio di Sueli Leal Barbosa: per Michael Pereira, il 45enne accusato di averla uccisa, è stato chiesto il giudizio immediato. Una scelta che si applica solo quando – per gli inquirenti – le prove raccolte sono già ritenute solide, tanto da rendere inutile l’udienza preliminare
Secondo la ricostruzione della squadra mobile, della scientifica e dei vigili del fuoco, Pereira avrebbe trasformato l’appartamento di viale Abruzzi in una trappola. Nella notte tra il 4 e il 5 giugno avrebbe cosparso diverse stanze con sostanze infiammabili — solventi e liquidi acceleranti — per poi innescare l’incendio gettando un mozzicone sul tappeto. Dopo aver chiuso la porta dall’esterno, sarebbe uscito di casa e si sarebbe diretto in un bar, dove le telecamere lo riprendono mentre ordina una birra. Dentro le mura dell’appartamento, la situazione precipita in pochi minuti. Sueli, 48 anni, tenta disperatamente di salvarsi: raggiunge la portafinestra della camera da letto, si affaccia, chiede aiuto, poi si mette a cavallo della balaustra per sfuggire al fumo e alle fiamme. Ma il calore estremo la sfinisce: perde la presa e precipita per quattro piani. Il volo da 20 metri, purtroppo, non le lascia scampo: muore per i traumi della caduta.
L’accusa per l’uomo è pesantissima: omicidio volontario aggravato dalla convivenza e dalla crudeltà, insieme al reato di incendio doloso. Ora si attende il decreto della giudice Anna Calabi che fisserà la data del processo davanti alla Corte d’Assise. Il 45enne, difeso dall’avvocato Paolo Carrino, rischia la pena massima: l’ergastolo. Un caso che, per modalità e violenza, la Procura – con l’aggiunta Letizia Mannella e le pm Alessia Menegazzo e Maura Ripamonti – considera emblematico di una brutalità consumata dentro la propria dimora, e per il quale ritiene che il processo debba iniziare il prima possibile.