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16/01/2026 15:13
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Altra vittoria in tribunale per l'ex procuratore di Pavia Mario Venditti. Nelle scorse ore, infatti, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Brescia contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che, il 17 novembre, aveva annullato il secondo decreto di sequestro di telefoni, pc e tablet del magistrato.

La decisione riguarda anche i due ex carabinieri della polizia giudiziaria, Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, che non sono indagati, ma ai quali erano stati sequestrati i telefoni nel filone d'inchiesta sul presunto condizionamento delle indagini sul delitto di Garlasco che riguardavano Andrea Sempio, nel 2017.

Il Riesame aveva annullato il decreto di sequestro probatorio della Procura bresciana del 24 ottobre. I giudici avevano ordinato per Venditti, Spoto e Sapone la “restituzione” di “tutti i beni sequestrati”, assieme “ai dati eventualmente già estrapolati”. Il legale dell'ex procuratore, Domenico Aiello, subito dopo il sequestro aveva fatto notare che, oltre all’assenza di gravi indizi di colpevolezza, la Procura anche nel secondo decreto sul caso Garlasco non aveva indicato parole chiave per effettuare le analisi sui dispositivi, volendo portare avanti una ricerca a tappeto ed estesa a livello temporale per 11 anni: dal 2014, quando cioè il magistrato divenne procuratore aggiunto a Pavia, fino al 2025.

I pm di Brescia avevano ipotizzato che l’ex procuratore pavese avesse incassato soldi per favorire l’archiviazione di Sempio, nell'inchiesta del 2017. Venditti ha però sempre respinto le accuse.