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24/11/2022 17:01
“Padre, mi aiuti, mio figlio è gravemente malato e non abbiamo i soldi per curarlo”. La truffa, da 20mila euro, è iniziata così. E la vittima, un anziano sacerdote della diocesi di Pavia, ha fatto quello che gli suggeriva il cuore: ha iniziato a versare denaro al presunto genitore disperato, arrivando a fornirgli, tramite diverse ricariche poste-pay, una cifra di simile rilievo. Quando il prelato si è insospettito e ha sporto denuncia in questura, ormai era forse troppo tardi per recuperare il denaro, ma le indagini serrata condotte dagli agenti della Squadra mobile hanno fatto centro in breve tempo identificando il truffatore che è stato denunciato a piede libero dopo che, a casa sua, hanno trovato parecchio materiale che dimostrava la sua colpevolezza. Ma non solo, dalle indagini è emerso che non soltanto lui era una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, anche la sua compagna era schedata, come lui, per truffe, o più tecnicamente, reati predatori, contro le fasce più deboli.