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28/11/2025 19:11
A distanza di quasi 4 mesi, i Ris avrebbero effettuato un nuovo lunghissimo sopralluogo in via Bisnati 7 nel quartiere Bruzzano di Milano, all’interno dell’appartamento di Silvana Damato l’ex tabaccaia in pensione di 69 anni ritrovata deceduta nella sua vasca da bagno l’8 agosto scorso. Secondo alcune indiscrezioni, la donna sarebbe morta per annegamento e non per le lesioni sul collo e le ferite riportate al volto.
Un ulteriore elemento che andrebbe ad infittire quello che è ormai noto come il giallo di Bruzzano, dove sono tanti gli elementi che non tornano, primo fra tutti la porta chiusa dall’esterno e il mazzo di chiavi scomparso. Tutti indizi che porterebbero a pensare che Silvana non fosse sola, ma conoscesse colui, o colei, che potrebbe averle tenuto per diversi minuti la testa sott’acqua, finché la donna non avesse esalato l’ultimo respiro. I Ris erano andati a casa della tabaccaia in pensione già il 26 agosto scorso, quando avevano trovato e catalogato le tracce ematiche che hanno portato gli inquirenti a ipotizzare un omicidio.
Le piste sono tante, da quella passionale, anche se la donna non avrebbe avuto una vita sentimentale dopo la morte del marito, al semplice problema di vicinato, causato, si ipotizza, del fastidio che poteva procurare la sua passione per il canto. Tuttavia, il dettaglio dei 40 o 50mila euro mancanti dal suo conto, spesi non si sa da chi, avvalorano il movente economico. La Procura, intanto, rimane in silenzio e sta attenta a non far trapelare nulla.